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Slovacchia-Italia 3-2 all'Ellis Park nel Gruppo F dei Mondiali 2010.
Il 24 giugno 2010, all'Ellis Park Stadium di Johannesburg, la Slovacchia batté l'Italia per 3-2 nell'ultima giornata del gruppo F dei Mondiali di calcio in Sudafrica. Per la squadra slovacca fu una vittoria storica: con quattro punti in tre partite ottenne la qualificazione agli ottavi di finale nella sua prima Coppa del Mondo FIFA da stato indipendente. Per l'Italia, campione del mondo in carica, quella sconfitta segnò invece l'eliminazione con soli due punti.
Alla vigilia dell'incontro, il gruppo era ancora aperto. Il Paraguay guidava la classifica, mentre dietro i margini erano minimi: bastava un gol, in una partita o nell'altra, per cambiare l'ordine finale. La Slovacchia arrivava all'ultimo turno con la possibilità concreta di passare, ma doveva ottenere un risultato proprio contro la squadra che quattro anni prima aveva vinto il torneo. L'Italia, pur senza avere convinto nelle prime due gare, restava la formazione più esperta del girone e sulla carta partiva favorita.
La tensione della partita nacque proprio da questo contrasto. Da una parte c'era una nazionale al suo primo grande palcoscenico mondiale come paese indipendente, dall'altra una squadra abituata alle fasi finali e guidata da Marcello Lippi. Per la Slovacchia il problema non era soltanto resistere, ma capire come farlo: difendersi troppo presto avrebbe significato lasciare campo e iniziativa a un avversario capace di colpire in qualsiasi momento; continuare ad attaccare comportava invece il rischio di esporsi.
Nel primo tempo la Slovacchia riuscì a dare alla gara il ritmo che cercava. Róbert Vittek trovò il gol del vantaggio, un episodio che cambiò subito il peso psicologico della serata. Con l'Italia costretta a inseguire, il risultato cominciò a influire non solo sulla partita di Johannesburg ma anche sulla classifica del gruppo. Improvvisamente, la Slovacchia vedeva più vicino il passaggio del turno e l'Italia si trovava in una posizione fragile, obbligata a reagire.
Il vantaggio non permetteva però alcuna tranquillità. In una fase a gironi così corta, ogni equilibrio resta provvisorio fino all'ultimo. Un pareggio avrebbe potuto cambiare il destino di entrambe le squadre, e per questo la Slovacchia dovette continuare a giocare con attenzione, senza chiudersi del tutto e senza perdere ordine. L'Italia aumentò la pressione, cercando più presenza offensiva e più intensità nelle azioni finali.
Nel secondo tempo arrivò il momento che spinse davvero gli azzurri verso l'eliminazione. Ancora Vittek segnò per il 2-0, firmando la sua doppietta personale. A quel punto il margine slovacco sembrava ampio, ma non abbastanza da spegnere la partita. In una gara di Coppa del Mondo, soprattutto contro una squadra di esperienza internazionale, due gol di vantaggio non garantiscono nulla. L'Italia continuò a spingere, e gli ultimi minuti si trasformarono in una corsa contro il tempo.
La parte finale dell'incontro fu la più caotica e la più memorabile. Fabio Quagliarella accorciò le distanze durante il tentativo di rimonta italiana, riaprendo la partita e riportando in campo tutta la pressione accumulata nei novanta minuti. La Slovacchia, che fino a quel momento aveva controllato gran parte del proprio destino, si trovò improvvisamente davanti al rischio concreto di veder sfumare una qualificazione storica.
In quel passaggio delicato, Kamil Kopúnek, entrato dalla panchina, segnò il terzo gol slovacco. Fu una rete decisiva perché restituì per un attimo margine e lucidità alla squadra. Nemmeno quel 3-1, però, mise fine alla suspense. L'Italia trovò ancora un gol con Quagliarella e gli ultimi istanti si giocarono sul confine sottile tra la tenuta difensiva slovacca e l'ultimo assalto azzurro. Quando arrivò il fischio finale, il punteggio di 3-2 consegnò una delle sorprese più nette di quel Mondiale.
Il risultato definì immediatamente anche la classifica conclusiva del gruppo F. Il Paraguay chiuse a 5 punti, la Slovacchia a 4, la Nuova Zelanda a 3 e l'Italia a 2. In altre parole, la vittoria slovacca non fu soltanto un successo prestigioso contro il campione in carica: fu il passaggio diretto agli ottavi, mentre l'Italia uscì dal torneo già nella fase a gironi.
Per la Slovacchia, l'importanza del match andò oltre i novanta minuti. In un torneo dove le nazionali hanno poco tempo per correggere errori o recuperare terreno, quella partita mostrò quanto contino la gestione dei momenti e la capacità di riconoscere quando difendere e quando colpire ancora. Dopo essere passata in vantaggio, la squadra non rinunciò completamente ad attaccare, e proprio questa scelta rese possibile il terzo gol che si rivelò essenziale.
Questa partita continua a essere ricordata per diversi motivi concreti. Anzitutto è un esempio chiaro di come i gironi dei Mondiali si decidano spesso su dettagli minimi: un gol segnato o subito negli ultimi minuti può cambiare contemporaneamente qualificazione, eliminazione e ordine della classifica. Il gruppo F del 2010 ne fu una dimostrazione evidente.
Resta importante anche per il posto che occupa nella memoria sportiva slovacca. La vittoria sull'Italia è legata alla prima partecipazione mondiale della Slovacchia come stato indipendente e alla sua qualificazione agli ottavi di finale. In questo senso, non rappresenta soltanto una sorpresa di torneo, ma un punto di riferimento stabile nella storia della nazionale.
Infine, il match viene ricordato anche dal lato italiano, perché segnò l'uscita del campione del mondo in carica già nella fase a gironi. Per questo entra spesso nei resoconti del Mondiale 2010 come una partita che ha ridefinito in una sera sola le aspettative di due nazionali: una in ascesa, l'altra ormai fuori dal torneo.
Negli anni successivi, il 3-2 di Johannesburg è rimasto un episodio facilmente riconoscibile del calcio mondiale recente. Non per simboli astratti o letture patriottiche, ma perché un risultato preciso, in una data precisa, trasformò la classifica, il percorso del torneo e il ricordo pubblico di quella Coppa del Mondo.
Il 24 giugno 2010, la Slovacchia ha battuto l’Italia 3-2 a Ellis Park Stadium, a Johannesburg, in una partita del Gruppo F del Mondiale FIFA 2010. Il risultato ha permesso alla Slovacchia di chiudere il girone con 4 punti e di qualificarsi agli ottavi di finale.
Róbert Vittek ha segnato due gol per la Slovacchia. Il terzo gol è stato segnato da Kamil Kopúnek, entrato come sostituto.
La partita si è giocata a Ellis Park Stadium, a Johannesburg, in Sudafrica. Era una gara del Gruppo F del Mondiale FIFA 2010.
Con la sconfitta per 3-2, l’Italia ha chiuso il Gruppo F con 2 punti. Nella classifica finale del girone, Paraguay aveva 5 punti, la Slovacchia 4, la Nuova Zelanda 3 e l’Italia 2, quindi gli azzurri sono stati eliminati.
Non hai solo… ricomposto un risultato famoso, hai ripercorso un momento in cui ogni gol cambiava contemporaneamente la sorte del girone e il significato storico della partita.
Nella fase a gironi, una partita non produce solo un vincitore e uno sconfitto: riorganizza anche la classifica, i margini e il ricordo che resta del torneo. In quel finale, la sequenza dei gol rese visibile quanto il sistema dei punti trasformi pochi minuti in una soglia tra passaggio del turno ed eliminazione. Per questo quella gara continua a essere ricordata non solo come un successo inatteso, ma come un esempio di quanto strettamente risultato e contesto possano coincidere ai Mondiali.
Il girone F si chiuse con Paraguay a 5 punti, Slovacchia a 4, Nuova Zelanda a 3 e Italia a 2.