Su questa storia
Il 4 ottobre 1927, cerimonie nel Dakota del Sud avviarono la scultura del Monte Rushmore, alla presenza del presidente Calvin Coolidge. Lo scultore Gutzon Borglum guidava un progetto promosso da Doane Robinson: scolpire George Washington, Thomas Jefferson, Abraham Lincoln e Theodore Roosevelt in una parete di granito delle Black Hills. Il sito sorge su una terra legata alla storia e alle rivendicazioni lakota.
Avvio della scultura del Monte Rushmore nelle Black Hills, 4 ottobre 1927.
Il 4 ottobre 1927, nelle Black Hills del South Dakota, iniziò ufficialmente il lavoro di scavo e modellazione sulla parete di granito del Mount Rushmore. Alla cerimonia inaugurale partecipò anche il presidente Calvin Coolidge, a sottolineare che il progetto non era soltanto un'impresa artistica locale, ma un'iniziativa destinata a occupare un posto visibile nella memoria pubblica degli Stati Uniti. Da quel momento prese avvio uno dei cantieri monumentali più noti del XX secolo americano: la trasformazione di una montagna in un memoriale con i volti di quattro presidenti, George Washington, Thomas Jefferson, Abraham Lincoln e Theodore Roosevelt.
Da un’idea regionale a una cerimonia nazionale
L'idea del monumento era precedente all'avvio dei lavori. A promuoverla era stato lo storico Doane Robinson, che vedeva nelle Black Hills il luogo adatto per un'opera capace di attirare visitatori in South Dakota. In origine, la proposta rispondeva anche a un obiettivo pratico: legare il turismo a un'immagine grandiosa e riconoscibile del territorio. Per passare dall'idea alla realizzazione serviva però un progetto più ambizioso, capace di ottenere sostegno politico, finanziamenti e attenzione nazionale.
Quel ruolo toccò allo scultore Gutzon Borglum, che assunse la direzione artistica del memoriale. Borglum immaginò un'opera di scala eccezionale, scolpita direttamente nella roccia granitica della montagna. La scelta dei soggetti non era casuale. Washington rappresentava la fondazione degli Stati Uniti; Jefferson l'espansione e la formulazione di principi politici; Lincoln la preservazione dell'Unione durante la guerra civile; Roosevelt il periodo dell'espansione della presenza statunitense sulla scena mondiale e delle riforme dell'età progressista. Insieme, queste figure costruivano un racconto nazionale condensato in quattro profili monumentali.
Quattro presidenti nel granito
Cominciare a scolpire una montagna, però, significava affrontare difficoltà molto concrete. Il granito delle Black Hills offriva solidità e durata, ma imponeva anche problemi tecnici considerevoli. Il lavoro doveva svolgersi su una parete ripida, esposta agli elementi, e richiedeva una combinazione di progettazione, perforazione, esplosivi e rifinitura manuale. Le teste presidenziali avrebbero dovuto emergere dalla roccia con proporzioni riconoscibili da grande distanza. Ogni errore di calcolo o di esecuzione rischiava di compromettere superfici che non potevano essere semplicemente sostituite.
Per questo il cantiere fu, fin dall'inizio, sia artistico sia ingegneristico. Borglum e i sostenitori del progetto puntarono su metodi adatti a rimuovere grandi quantità di pietra e poi a definire i dettagli. La montagna era un sito fisso, non un blocco trasportabile in studio: bisognava adattare il disegno alle caratteristiche della parete rocciosa, alle venature del granito e ai limiti imposti dal luogo. La sfida non consisteva solo nel creare un'immagine, ma nel farla durare e renderla leggibile su una superficie naturale enorme.
Il lavoro su una parete di montagna
La presenza di Coolidge alla dedicazione del 1927 mostrava anche un altro aspetto del progetto: la collaborazione tra iniziativa statale, visibilità federale e costruzione simbolica. Il Mount Rushmore non fu pensato come un semplice monumento commemorativo isolato. Fin dall'inizio ebbe una funzione pubblica più ampia, in cui si univano memoria nazionale, prestigio civico e promozione territoriale. Il cantiere divenne così un esempio di come gli Stati Uniti del periodo usassero opere monumentali per trasformare un luogo in un simbolo condiviso.
Nel corso degli anni, il progetto continuò a evolversi, ma non raggiunse interamente le ambizioni originarie. I lavori proseguirono fino al 1941. In quell'anno Borglum era già morto e l'impresa si concluse senza realizzare i corpi completi superiori che erano stati inizialmente proposti. Rimase dunque l'immagine oggi familiare: quattro volti scolpiti nella montagna, risultato di un piano grandioso ma anche ridotto rispetto al disegno iniziale.
Un monumento e le Black Hills
La vicenda del Mount Rushmore, tuttavia, non riguarda soltanto tecnica, arte e politica commemorativa. Il sito si trova nelle Black Hills, una regione centrale nella storia e nelle rivendicazioni territoriali dei Lakota. Per questo il memoriale è stato e continua a essere oggetto di discussioni che vanno oltre la sua esecuzione materiale. La sua fama come simbolo nazionale convive con una storia del territorio che non può essere considerata marginale.
Perché conta ancora
Il Mount Rushmore resta importante perché mostra con particolare chiarezza come un grande monumento pubblico nasca dall'incontro di più forze: visione artistica, ingegneria, finanziamento pubblico, promozione turistica e sostegno politico. L'avvio dei lavori nel 1927 segna l'inizio concreto di questo processo. Non era inevitabile che il progetto riuscisse: doveva superare problemi tecnici, dipendere da risorse economiche continuative e mantenere una forte legittimazione pubblica nel tempo.
Il memoriale è anche un caso utile per capire come i governi e le istituzioni mettano in scena la memoria collettiva. La scelta di quattro presidenti non offriva una cronaca completa della storia statunitense, ma una selezione precisa di figure ritenute rappresentative di un racconto nazionale. In questo senso, il monumento insegna che ogni opera commemorativa è anche una decisione su che cosa rendere visibile, su quale scala e in quale luogo.
Allo stesso tempo, il sito continua a contare perché richiama la questione della terra su cui sorge. Le discussioni contemporanee sul Mount Rushmore comprendono infatti anche la storia delle Black Hills, le rivendicazioni Lakota e il problema di come i monumenti pubblici possano sovrapporsi a storie di espropriazione e conflitto. Considerare il 4 ottobre 1927 solo come l'inizio di un capolavoro tecnico significherebbe lasciare fuori una parte essenziale del contesto storico. Guardarlo nella sua interezza, invece, permette di vedere come memoria nazionale e storia del luogo possano coincidere solo in parte, e talvolta entrare in tensione.
Cronologia
- Iniziano le cerimonie di scultura al Monte Rushmore
- Viene dedicata l’effigie di Washington
- Il lavoro sul monumento termina
Cosa hai scoperto
Memoria scolpita nella pietra
Non hai solo ricomposto un monumento famoso: hai ripercorso l'avvio di un progetto che trasformò una montagna in una dichiarazione permanente di memoria nazionale.
L'inizio dei lavori al Monte Rushmore mostra che i monumenti non sono semplici opere artistiche, ma scelte pubbliche su chi ricordare, dove e con quali risorse. In questo caso, ingegneria, turismo e visibilità federale si unirono per fissare nella pietra una certa narrazione degli Stati Uniti. Proprio per questo il sito resta anche oggetto di discussione: la sua forza simbolica convive con la storia contesa delle Black Hills e con ciò che la commemorazione tende a lasciare sullo sfondo.
La cerimonia del 4 ottobre 1927 che segnò l'inizio dei lavori vide la partecipazione del presidente Calvin Coolidge.
FAQ
Cosa accadde il 4 ottobre 1927 a Mount Rushmore?
Il 4 ottobre 1927 iniziò il lavoro di scultura sulla faccia granitica di Mount Rushmore, nelle Black Hills del South Dakota. In quella data prese avvio il progetto diretto da Gutzon Borglum.
Chi guidò il progetto di Mount Rushmore?
Il progetto fu diretto dallo scultore Gutzon Borglum. La dedica formale dell’inizio dei lavori vide anche la partecipazione del presidente Calvin Coolidge.
Chi aveva proposto l’idea di un grande monumento nelle Black Hills?
L’idea era stata promossa in precedenza dallo storico Doane Robinson. Il suo obiettivo era creare un grande monumento nelle Black Hills per attirare turismo nel South Dakota.
Quali quattro presidenti furono scelti per Mount Rushmore?
Le figure selezionate furono George Washington, Thomas Jefferson, Abraham Lincoln e Theodore Roosevelt. Il monumento fu pensato per raffigurare questi quattro presidenti sulla montagna di granito.
Perché Mount Rushmore è considerato un sito storicamente sensibile?
Perché si trova nelle Black Hills, una regione centrale per la storia e le rivendicazioni territoriali dei Lakota. La sua costruzione è ancora collegata a discussioni su memoria pubblica e espropriazione indigena.




